Ven. Mag 24th, 2024

Marchio registrato: bloccato il tentativo californiano di copiare il Valpolicella

Imitazione dei vini veronesi – il caso

La Camera di Commercio di Verona e il Consorzio di Tutela del Valpolicella Doc sono riusciti a evitare che si vedesse Calpolicella come marchio registrato in California per un vino lì prodotto, che imiterebbe il Valpolicella italiano. L’opposizione è stata presentata all’ufficio Marchi degli Stati Uniti, che l’ha accettata e ha impedito la registrazione del nome del vino.

 

Pratica frequente

La storpiatura dei nomi dei vini italiani, con cui sono chiamati quelli prodotti all’estero, sembra essere frequente se, oltre al Calpolicella californiano, si hanno notizie di un Amicone di Hong Kong, che non è un corrispondente di penna, ma proprio l’imitazione dell’italiano Amarone. E queste contraffazioni non sono le uniche, perché spesso all’estero si trovano casi simili nei negozi o nei ristoranti.

 

Tutela

Come ostacolare questo fenomeno? La Camera di Commercio di Verona ha deciso di modificare il marchio registrato, rendendolo collettivo. L’operazione ha richiesto dieci anni e quasi 470 milioni di euro, energie economiche e non spese volentieri dall’ente veronese per proteggere la propria qualità, nonostante alcuni tagli che pure ci sono stati.

 

Il Valpolicella

Nel caso specifico, la difesa del marchio registrato Valpolicella è stata attivata nel 2016 in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Valpolicella e con gli uffici che si occupano della registrazione dei marchi. La segnalazione è arrivata da un sistema di sorveglianza globale, avviato dalla Camera di Commercio di Verona dopo che sono stati registrati, come collettivi, i marchi “Amarone”, “Amarone della Valpolicella”, “Recioto”, “Recioto della Valpolicella”, “Recioto di Soave” e “Valpolicella Ripasso”.

 

Il Calpolicella

La proposta per vedere questo marchio registrato arriva dalla società californiana Popcorn Design LLC, che si è presto ritrovata con una diffida da parte della Camera di Commercio di Verona. Non avendo avuto risposta, questa ha deciso di presentare un’opposizione all’Ufficio machi statunitense, che l’ha accolta.

 

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